Il miracolo della RICCARDINA

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Da una lapide, una storia di inizio ‘900 che sarebbe potuta finire in tragedia

di Leonardo Arrighi

Il primo tratto di via della Pieve, contraddistinto dell’incombente presenza dell’argine del torrente Idice, nasconde una storia da riscoprire. Sulla parete dell’abitazione posta al numero 15/2, seppure ben nascosta dalla vegetazione ed in particolare da una pianta rampicante, che nei decenni l’ha avvolta quasi completamente, si può scorgere una lapide che recita: «Il 2 giugno 1921 / Adolfo Bertocchi / travolto / dal pesante carico del suo biroccio / ebbe salva / miracolosamente / la vita».

Sulla lastra era collocata anche una fotografia, oggi scomparsa. L’edificio su cui è visibile la testimonianza ospitava un tempo le scuderie della splendida Villa Zambeccari.

L’evento ricordato appartiene a quel patrimonio di vicende umane, che scandiscono la quotidianità. Il desiderio di fissare su pietra questo felice accadimento è stato probabilmente accresciuto dalla necessità di ritrovare qualche barlume di speranza, dopo il terribile periodo scandito dalla Iª Guerra Mondiale. La volontà di consegnare ad una lapide un frammento di storia – meritevole di essere ricordato – era certamente più diffuso in un tempo solo in apparenza distante dall’attualità.

Le lapidi rimandano spesso a grandi eventi e a vicende che hanno mutato il corso del tempo, in questo caso invece ci si può confrontare con un piccolo accadimento, ma ricco di significato e capace di racchiudere l’essenza di anni segnati dal tentativo di un ritorno ad una quotidianità segnata dalla speranza.

Adolfo Bertocchi viveva con ogni probabilità nella grande casa colonica posta all’inizio di via Riccardina, non lontano da via Bagnarola. Lunedì 2 giungo 1921, come molte altre mattine, Adolfo doveva recarsi a Budrio. L’unico passaggio possibile era quello sul ponte della Riccardina, visto che proprio in quegli anni (dal 1920 al 1922) erano in corso i lavori di costruzione del ponte di via Dritto.

Imboccata via della Pieve – dopo aver superato la Chiesa e il Convento di San Francesco e costeggiando l’argine destro del fiume Idice, consolidato nel 1909 – Adolfo proseguiva tranquillo sul suo biroccio (piccolo carro trainato da animali), fino al momento in cui – forse per un movimento inatteso del cavallo – si è verificato l’incidente. Il carico del biroccio travolge letteralmente Bertocchi che, sotto agli occhi di qualche abitante della zona, quasi certamente i responsabili della Villa, si rialza come se nulla fosse accaduto.

Lo stupore deve essere stato davvero grande, tanto da far gridare al miracolo. Nel punto in cui si è verificato l’incidente viene posta la lapide, voluta anche dai marchesi Paolucci delle Roncole, che soprattutto nel periodo estivo passavano molte giornate a Riccardina, mantenendo viva l’eleganza della cinquecentesca Villa Zambeccari.

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