Le avventure del Capitano Zaniboni

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di Leonardo Arrighi

Il 12 ottobre 1532 il Capitano Andrea Zaniboni, alla guida di un gruppo di budriesi in armi, ritorna a Budrio dopo aver affiancato per oltre due anni le truppe dell’Imperatore Carlo V.

I primi decenni del 1500 sono contraddistinti dalla formazione di “compagnie” di uomini armati, comandate ed addestrate da militari locali. Il Capitano Camillo Benni è il primo budriese a creare una compagine di soldati (suoi concittadini) con cui si pone al servizio di Papa Giulio II. Benni verrà nominato colonnello e presterà servizio anche alla Serenissima Repubblica di Venezia, prima di ritirarsi definitivamente a Budrio, dove morirà nel 1548.

Andrea Zaniboni si nutre delle gesta di Camillo Benni e decide di seguirne l’esempio, impegnandosi nella carriera militare. Ottenuto il grado il Capitano (dopo aver combattuto anche in Germania), Zaniboni crea e addestra una compagine di budriesi, fedele esclusivamente al proprio comandante. Il 24 febbraio 1530 a Bologna il Papa Clemente VII pone sul capo di Carlo V d’Asburgo – diventato Re d’Italia pochi giorni prima – la corona imperiale. Le celebrazioni successive all’incoronazione sono funestate dal repentino assedio dei Turchi alla città di Vienna. Carlo V lascia Bologna alla guida di numerose truppe a cui si aggiungono una lunga serie di compagnie di soldati che, motivate dall’invito papale, decidono di contribuire alla causa dell’Imperatore. Tra i gruppi di militari è presente anche quello budriese, condotto dal Capitano Andrea Zaniboni. La compagine di Budrio giunge a Vienna e fornisce un importante contributo alla liberazione della città. Le milizie imperiali inseguono quelle turche: lo scontro si infiamma nel territorio ungherese. Zaniboni e i suoi compagni restano al seguito dell’Imperatore per più di due anni, partecipando a molte battaglie. Il 12 ottobre 1532 i budriesi rivedono finalmente la propria terra natale. Carichi di doni e di trofei, i soldati percorrono le strade di Budrio, sostando all’interno della chiesa di San Lorenzo per esprimere gratitudine al Signore per essere tornati a casa sani e salvi. La riconoscenza si trasforma in generosità quando Zaniboni e i componenti della compagnia scelgono di donare gran parte del danaro guadagnato – durante le vittoriose avventure vissute nei due anni precedenti – al Monte di Pietà budriese, fondato nel luglio 1531.

Altri uomini si distingueranno in campo militare nel corso del ‘500. I budriesi Domenico Cesari e Giacomo Muratori nel 1559 giungono a Venezia e si uniscono alla compagnia di Ambrogio Bragadin. Il 7 ottobre 1571 li ritroviamo valorosi protagonisti nella battaglia navale di Lepanto, in cui Cesari – già divenuto capitano – riesce a strappare al nemico tre stendardi, che poi donerà alla chiesa di San Lorenzo.

Nella seconda metà del secolo si mette in luce Fulvio Dalla Nave. Il budriese acquisisce il grado di capitano, ponendosi al servizio della Repubblica di Venezia. Nel 1577 lo ritroviamo a Candia e successivamente, con il permesso della Serenissima, è impegnato nelle guerre di Francia e Fiandra, per poi tornare al servizio della città lagunare, che gli assegna un importante incarico a Roma, dove si spegnerà nel 1598.

 

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