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Pinacoteca Civica “D. Inzaghi”

Un grande patrimonio che proviene per la maggior parte dalla donazione alla comunità budriese del capitano Domenico Inzaghi nel 1824.
Conserva opere pittoriche di prevalente produzione emiliana dal 1300 al 1700 (Vitale da Bologna, Dossi, Lavinia Fontana, Passerotti, Calvaert, Tiarini ed altri), un cospicuo fondo di stampe (incisioni di Dürer e dei Carracci) e di disegni di importanti autori (Il Guercino, Vittorio Bigari e Donato Creti).

Sul museo

La Partecipanza, antica istituzione agraria di origine medievale, aveva rappresentato per secoli lo strumento di organizzazione del lavoro collettivo e dell’uso dei beni agrari comuni, ma anche un vero e proprio organo di governo della comunità, fino all’epoca napoleonica, quando venne distinta dalla Municipalità.

Al momento dello scioglimento della Partecipanza, nel 1931, la Raccolta Inzaghi e l’edificio passarono al Comune di Budrio.
La Pinacoteca fu inaugurata nello stesso anno, allestita e curata da Antonio Certani, figura ben nota nel mondo musicale italiano e internazionale e raffinato collezionista di disegni bolognesi ed emiliani.
A seguito della ristrutturazione della sede avvenuta tra il 1988 e il 1989, la collezione fu incrementata con i dipinti provenienti dall’Opera Pia Bianchi e dalla Fondazione Benni di Bologna oltre che con acquisizioni e donazioni di pittori contemporanei

Cosa troviamo

I dipinti esposti rappresentano un ampio repertorio della pittura bolognese-emiliana dal XIV al XVIII secolo, con importanti artisti come Vitale da Bologna, Dosso Dossi, Prospero Fontana (sec. XVI), Lavinia Fontana, ma anche di maestri meno noti, attivi in aree periferiche o nell’ambito di celebri capiscuola – come Cima da Conegliano, Francesco Francia, Dosso Dossi, Ludovico Carracci, il Guercino, Guido Reni – di cui riecheggiano lo stile.

Le opere sono disposte in ordine cronologico e tipologico nelle otto sale.
Alle opere legate alla storia di Budrio fanno seguito i primitivi e i dipinti cinquecenteschi; le successive sale sono dedicate a soggetti sacri e mitologici e ai ritratti dei secoli XVII e XVIII, quindi ai paesaggi, alle nature morte e alle scene di genere risalenti al medesimo periodo; alcune opere eseguite tra i secoli XVII e XIX, provenienti da Opere Pie e da edifici sacri della città completano la visita.

E’ inoltre presente un cospicuo fondo di stampe (incisioni di Dürer e dei Carracci) e di disegni di importanti autori (Il Guercino, Vittorio Bigari e Donato Creti).

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