Villa Romantica e la sua storia

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Percorrere le strade budriesi porta ad imbattersi in edifici e luoghi ricchi di storia e di fascino. La Villa Romantica è un calzante esempio di questa fusione, che l’ha portata ad essere una attrazione costante per gli abitanti di Budrio, ma anche per chi si trovava a passare occasionalmente nelle vicinanze. Il rammarico è quello di vederla oggi ridotta ad un cumulo di macerie, che attribuisce alla sensibilità dell’osservatore l’incarico di percorrere gli sconfinati territori storici, alla ricerca del volto perduto della Romantica.

I PRIMI PROPRIETARI
La futura Villa Romantica è costruita dall’antica famiglia senatoria bolognese dei Berò, da cui prende il nome il fondo su cui sorge l’edificio. I Berò sono proprietari della villa nei secoli XVI e XVII, mentre nel 1700 viene acquistata dai Savini, padroni di tutti i terreni attraverso cui passava l’odierna via a loro intitolata. Nel corso del XVIII secolo i Savini sono i maggiori promotori dello sviluppo della coltivazione, lavorazione e del commercio della canapa in tutto il territorio budriese. All’inizio del 1800, buona parte delle loro proprietà risultano già acquisite dai Cocchi, titolari anche dell’azienda canapicola (prima dei Savini), che rappresenterà una fondamentale fonte di guadagno. La villa passa al Generale Giuseppe Grabinski durante il periodo della dominazione francese.

VILLA MARY, VILLA COCCHI
Luigi Cocchi, futuro Colonnello, acquista il fondo Berò tra il 1830 e il 1832 dal Generale Grabinski (1771-1843). Il militare polacco – proprietario di molti terreni nella provincia di Bologna, comprati grazie alla ricchezza della moglie Maria Anna, contessa Broglio – dimostra scarsa correttezza, falsificando la cifra su una cambiale data da Luigi (rientrato in Italia, per assistere il padre gravemente malato, dopo i moti insurrezionali del 1831) che, mantenendo fede alla propria rettitudine, deciderà di pagare ugualmente la somma astronomica, mettendo così in crisi le finanze della famiglia. L’abitazione presente sul fondo Berò non viene modificata per quarant’anni, fino a quando Alfonso (figlio del Colonnello) nel 1872, pochi mesi dopo il matrimonio con Marietta Garino vedova Valperga (nata nel 1835), decide di avviare dei lavori di restauro e riedificazione della villa. I Cocchi si recano a Budrio in estate ed in particolare la moglie Marietta trae notevoli benefici per la sua cagionevole salute. Alfonso assegna all’edificio, posto sul fondo Berò, il nome di Villa Mary, in onore dell’amata consorte, ed intensifica il suo impegno, che nel corso degli anni ’70 del 1800 lo porterà alla progettazione della Palazzina (costituita da otto appartamenti e da un essicatoio per la seta), di una serra e di una ghiacciaia, che verranno realizzati alcuni anni dopo.
Attorno al 1885 l’opera di restauro è completa e Villa Mary assume le sue splendide sembianze, caratterizzate da meravigliosi stucchi, da stanze arredate con notevole fantasia artistica e da soluzioni architettoniche argute. Purtroppo nel 1888 Marietta Garino muore ed Alfonso Cocchi (nato nel 1850), pur rattristato dalla improvvisa scomparsa della moglie, cerca di mantenere l’attività romana. Nelle estati budriesi, Alfonso si avvicina ad Anna Pagani (nata nel 1869) e nel 1890 nasce il loro primo figlio. In breve tempo i pargoli aumentano (fino ad arrivare a quota sette) e Cocchi comprende la necessità di intervenire nuovamente sulla struttura dell’abitazione, che è in parte ripensata per accogliere una famiglia numerosa. Nel 1892 la villa – provvista di luce elettrica, alimentata da enormi batterie poste nel piano interrato, e termosifoni – assume la sua definitiva fisionomia, contraddistinta dall’aggiunta di alcune appendici, che formano terrazzi ed un portico. Nel 1894 Alfonso sposa Anna Pagani e due anni dopo il patriarca dona tutte le sue proprietà alla moglie e ai figli, continuando a vivere con loro fino alla sua morte, avvenuta nel 1921.

BIANCA ZUCCHELLI: LA ROMANTICA
Il 31 ottobre 1928 Bianca Zucchelli acquista le proprietà dei Cocchi, tra cui spicca la famosa Villa Mary. I budriesi restano subito colpiti dalle abitudini della nuova abitante, che veste abiti lunghi, spesso di seta ed ornati da pizzi molto eleganti. Il forte legame della Zucchelli con il passato la porta ad attribuire alla villa il nome: La Romantica, proprio perché capace di difendere i canoni estetici ottocenteschi. Gli abitanti di Budrio estendono l’appellativo anche a Bianca, che organizza feste e ricevimenti raffinati.
La Zucchelli apparteneva ad una famiglia di cantanti lirici – il padre ed il nonno si erano distinti a livello internazionale come interpreti rossiniani – e anche lei stessa aveva raccolto il testimone, esibendosi nei maggiori teatri italiani. Quando giunge a Budrio è già vedova (aveva sposato un diplomatico della famiglia Mici) e sceglie di abbandonare la quotidianità bolognese per condurre una esistenza più tranquilla.
Bianca resta nella propria villa fino al giorno della morte: il 25 dicembre 1943. La proprietaria dona la dimora alla “Casa per artisti ed operatori dello spettacolo” di Bologna, ma purtroppo i bombardamenti verificatisi tra il 1944 e il 1945 pregiudicano l’agibilità della villa, che sarà poi acquisita dalla Fondazione Zucchelli, nata ufficialmente il 26 agosto 1959 e impegnata dal 1952, attraverso i lasciti testamentari di Bianca e Santina Zucchelli, per offrire il sostegno economico all’istituzione di borse di studio per allievi dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio di Musica “G.B. Martini”.

Ringrazio Carla Gardenghi ed Alberto Cocchi.

Leonardo Arrighi

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