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Ville a Budrio: Mezzolara

N.B. Le ville qui descritte sono di proprietà privata e quindi visitabili solo in alcune occasioni, in eventi speciali concordati coi proprietari.

Villa Rusconi

Spicca rossastra in mezzo al verde degli alberi con l’apparenza suggestiva di un castello medievale la Villa Rusconi, Oggi proprietà del Comune di Budrio; disabitata, in stato di grave deterioramento, avrebbe necessità di immediati restauri per evitare la rovina. La struttura di base della villa, alla quale, attraverso i secoli, sono state apportate varie modifiche, è del tardo Quattrocento; agli inizi del Settecento, quando era proprietà della famiglia Magnani, appariva ampia e fastosa, con la torre che la sovrasta e l’arioso portico antistante l’ingresso. Verso il 1840 fu coronata di merli e vi furono aggiunte ornamentazioni che ne alterarono l’aspetto originario. Presso la villa sorge il piccolo oratorio di S. Ninfa (secoli XVI-XVII), anch’esso molto deteriorate.

Palazzo Sforza

Benché in grave decadenza, disabitato e chiuso, questo massiccio palazzo conserva ancora una certa imponenza dovuta alla sua mole. La costruzione, iniziata nel Cinquecento dalla famiglia del ramo bolognese degli Sforza, che qui possedevano terre, non fu mai terminata; il vasto impianto di base attesta la grandiosità che l’edifìcio avrebbe dovuto raggiungere, A confermare la partecipazione degli Sforza alla vita della comunità mezzolarese resta il loro stemma, che appare accanto a quello dei Fabbri nel paliotto del primo altare a sinistra, entrando, nella chiesa parrocchiale.

Casa Brunelli

già Villa Salinà

Al numero civico 4 della via di Dugliolo, sorge su larghe massicce basi, ma armoniosamente equilibrata nel suo slancio verticale, la Casa Brunelli. Il recente restauro ha mantenuto fedelmente le linee originarie; l’alto scalone che conduce al primo piano, la loggia passante (divisa poi in stanze) e tutta la struttura dell’edificio fanno pensare al tardo Cinquecento.

Villa Bonaparte

Quasi nascosta fra gli alberi, ci appare una palazzina in stato di abbandono, a due piani, fiancheggiata da un lungo edificio a cui si appoggia una torre-colombaia: il fatiscente complesso un tempo fu la Villa Bonaparte, punto focale della grande tenuta di tale nome, ora disabitata, con alcune parti in rovina. Il nome prestigioso che ancora porta, lo stemma che spicca candido sul muro rossastro e screpolato, ultimo segno di un passato fastoso, sono in stridente contrasto con lo stato attuale della costruzione. Negli anni ‘80 si parlò di restauro, qualche lavoro fu iniziato nella palazzina, poi tutto fu abbandonato. Sono pure in abbandono i due fabbricati a destra della villa, i quali servivano un tempo come essiccatoi per il riso, ora non più coltivato.

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